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L’anno dei Maya

Gennaio 03, 2012
by Gianluigi
causa-effetto, ciclicità, formazione della scelta, pensiero sistemico, sistema, società
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Questo è l’anno dei Maya.

Ce lo dicono da mesi: questo è l’anno dei Maya, l’anno in cui, per il 21 dicembre, la profezia vaticina la fine del mondo.
In realtà nessuna profezia è stata stilata dall’antico popolo.

Le evidenze scientifiche infatti (astronomiche e archeologiche) non solo dimostrano l’ovvia infondatezza della notizia ma negano l’esistenza stessa della profezia così come, a fini mediatici e commerciali, ci è stata fino a oggi propinata.
Molto più “semplicemente” il calendario Maya indica nella fatidica data la fine di un baktun, un ciclo dell’esistenza dell’Uomo.
Con una interpretazione meno millenaristico-giudaica alcuni suggeriscono che, in effetti, un grande cambiamento stia di fatto avvenendo, inteso come “cambiamento del mondo e della nostra vita così come li conosciamo”, interpretazione che non appare peregrina, se solo ci soffermiamo a osservare i grandi stravolgimenti sociali ed economici del nostro tempo.

Ma proseguiamo…
Nella cosmogonia e nella cultura Maya la misurazione del tempo è ciclica (ciò accade ancora oggi per es. nell’induismo):  l’umanità attraversa fasi della propria esistenza che, partendo da uno stato elevato di illuminazione, tocca successive fasi di declino fino alla scomparsa totale, il tutto per l’inizio di un nuovo lungo ciclo.

Trovo un grande motivo di interesse in questa visione: l’effetto di responsabilizzazione dell’Uomo.
In altre parole non più solo eventi “isolati” caratterizzati da una sequenza lineare di causa/effetto (ottima anche per trovare i “colpevoli”) ma un succedersi circolare di causa/effetto-che-diventa-causa/altro-effetto-che-diventa-causa e così via fino a chiudere il cerchio;  in questo modo ogni nostra azione ha sempre, nel lungo periodo, effetti di ritorno.
Ebbene: questa è una delle distinzioni alla base del Pensiero Sistemico: …e non è forse “sistemico” il consesso umano, sia esso composto da nazioni, aziende, gruppi, famiglie ecc. ? E non lo è forse anche la nostra vita personale, giorno dopo giorno ?

Ora immagina questo scenario: sei l’ultima persona sul pianeta.
Fra quelle che svolgi quotidianamente, quali azioni continueresti a svolgere ?
Pensaci.

Ci hai pensato ?

Rimane ben poco, vero ?
Certo, perché tutta la nostra vita è immersa in un sistema, la nostra stessa vita è “un” sistema.
Ed i due si influenzano vicendevolmente.
Sempre, anche se non ce ne accorgiamo o crediamo il contrario.

La grave crisi economica che stiamo attraversando viene più volte definita “crisi sistemica” ma nessuno ti dice cosa significhi, quali regole segua, cosa aspettarti davvero, quali le cause, quali i rimedi, quando e dove è nata (a parte le evidenti, brevi connessioni causa/effetto con relativo colpevole già pronto)…è “sistemica” e basta !
Nessuno ti dice (forse perché non lo sa) che ogni sistema ha un punto di leva: minimo sforzo, giusto tempo, massimo risultato.

Purtroppo però, ci hanno (e ci siamo) messi in testa che non ne abbiamo di “tempo”, e che quindi occorre trovare soluzioni veloci le quali tuttavia sono destinate a essere sintomatiche e che proprio per questo faranno lievitare il bisogno di altri e più pesanti interventi …sintomatici.
È come prendere continuamente farmaci per il mal di testa: forse ce lo farà passare al momento ma alla lunga il problema si aggraverà.

Una caratteristica delle crisi sistemiche è che esse affondano le radici in tempi e luoghi lontani rispetto a quelli in cui l’effetto si presenta, un po’ come quando noi, qui e ora,  facciamo uso smodato di plastica mentre a Dharavi, in India fra dieci anni, moriranno centinaia di persone per l’incenerimento nocivo di migliaia di tonnellate di quella stessa plastica.
Ogni sistema ha un costo; ma se impariamo a pensare in termini sistemici possiamo prevedere quale sarà, come ridurlo al minimo e come intervenire per modificarlo quando è il caso.

Secondo il calendario Maya nel 2012 finisce un ciclo; ciò che senza dubbio ci insegna è che noi siamo il risultato di quanto fatto (o non fatto) finora.
Ma ci dice anche che si apre un nuovo ciclo, quello della rinascita e che quindi possiamo dargli inizio con consapevolezze e conoscenze finalmente diverse.
Anche sistemiche.

Auguri maya a tutti.

“Le attività umane sono sistemi ma tendiamo a concentrarci su istantanee di parti isolate del sistema. Poi ci chiediamo perché i nostri problemi non si risolvono mai…” – P. Senge

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    Gianluigi Merlino

    Formatore, coach, systems thinker

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